Il “XXeme Siècle” di Gualtieri di San Lazzaroa cura di Luca Pietro Nicoletti e Luigi Sansone
Biblioteca Comunale Centrale, Palazzo Sormani
dal 13 gennaio all’11 febbraio 2012
Inaugurazione giovedì 12 gennaio 2012 ore 17,30
con presentazione del volume:
Gualtieri di San Lazzaro, Parigi era viva, a cura di Luca Pietro Nicoletti
Firenze, Mauro Pagliai Editore, 2011.
Intervengono: Antonello Negri, Università degli Studi di Milano; Paolo Rusconi, Università degli Studi di Milano
Attraverso libri, edizioni d’arte, litografie e documenti d’archivio, la mostra intende offrire una ricostruzione bibliografico-documentaria dell’editore e scrittore d’arte Gualtieri di San Lazzaro (al secolo Giuseppe Papa, 1904-1974) e della sua opere più importante: la fondazione nel 1938 e la direzione fino alla morte nel 1974, della rivista d’arte e critica “XXeme Siècle”. La rivista, che prevedeva in ogni numero una litografia d’artista originale, si poneva a metà fra la rivista di critica e il libro bello come un’opera d’arte, da conservare come oggetto da collezione che, assieme all’informazione artistica, potesse offrire un momento di godimento estetico. Questo tratto contraddistingueva già un’altra fortunata iniziativa di San Lazzaro, le edizioni “Chroniques du jour”, nate grazie a un finanziamento di Leopold Zborowsky, il mercante di Modigliani, alla metà degli anni Venti: già a loro, egli si preoccupava che il libro fosse un oggetto bello, oltre che funzionale.
In questa formula, che gli fu consigliata dallo scultore Hans Arp per “XXeme Siècle”, San Lazzaro avrebbe dato vita alla sua impresa editoriale più fortunata, che gli avrebbe consentito di maturare dei rapporti di amicizia, oltre che di lavoro, con alcuni maestri del Novecento come Kandinsky (che terrà a battesimo la rivista, nel 1938, con un articolo e sei incisioni), a Mirò, Picasso, Chagall e Matisse, e gli italiani Marino Marini, Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi e Gianfranco Gentilini, o lo scrittori come Raffaele Carrieri, Giancarlo Vigorelli ed Enrico Falqui. In questo contesto, poi, sarebbe nata una assidua collaborazione con il gallerista veneziano Carlo Cardazzo, direttore della Galleria del Cavallino di Venezia, della Galleria del Naviglio di Milano e della Selecta di Roma.
Questi, infatti, sono i protagonisti del suo libro più celebre, il romanzo autobiografico Parigi era viva, pubblicato per la prima volta da Garzanti nel 1948 (Premio Bagutta Opera Prima), grazie a Orio Vergani, e una seconda volta da Mondadori nel 1966 (e appena ripubblicato, in questa versione, da Mauro Pagliai di Firenze). Questa lunga autobiografia, raccontata “in terza persona” sotto lo pseudonimo di Silvio, offre infatti uno spaccato della vita parigina vista da un’angolazione particolare, in cui le ragioni estetiche si mescolano con l’aneddoto e con la descrizione anche umana degli artisti nel loro contesto (lo studio di Kandinsky, le visite a Picasso, le conversazioni con Matisse e con Alberto Magnelli, le incomprensioni con de Chirico), diventando oggi una preziosa testimonianza di un clima culturale e dei suoi protagonisti, raccontati da un testimone diretto e partecipe.
In collaborazione con: Centro APICE, Università degli Studi di Milano; Orenda Art International (Parigi); Archivio del Cavallino (Venezia); Archivio dell’arte Metafisica (Milano).
Biblioteca Comunale Centrale
Palazzo Sormani
Spazio Espositivo – piano terreno
Corso di porta Vittoria, 6 Milano
Lunedì-sabato, 9,00-19,30
Chiuso la domenica
Ingresso libero
www.comune.milano.it/biblioteche sezione manifestazioni
C.BiblioPromozione@comune.milano.it
Gualtieri di San Lazzaro. Cronologia della vita e delle opere1904-1924Giuseppe Antonio Leandro Papa nasce a Catania il 29 gennaio 1904, figlio naturale di Marcello Papa (1873-1936) e Francesca Rapisarda (1883-1955). L’anno successivo nasce una sorella, Nunzia Rapisarda (1905-1988). Ancora bambino, il padre lo porta con sé nei suoi spostamenti per l’Italia, prima a Venezia, dove si è sposato e ha avuto altri due figli, Luigi (1913-1986) e Adriana (1914-1992); poi a Parma e infine a Roma. In una nota biografica si dichiara “senza studi”. A Roma frequenta la Terza Saletta del Caffè Aragno e il Teatro degli Indipendenti. Anton Giulio Bragaglia pubblica due suoi racconti, nel 1921, sulle “Cronache d’Attualità”, firmati già con lo pseudonimo Gualtieri di San Lazzaro. Per un certo periodo è anche cronista giudiziario per “Il Messaggero” di Roma.
1924-1943
Lascia Roma per trasferirsi a Parigi. Conosce Leopold Zborowsky, che gli affida la direzione di una rivista artistico-letteraria a cui da il titolo di “Chroniques du jour”, in omaggio alla rivista di Bragaglia. Il primo numero, pubblicato come settimo anno di edizione (per riprendere la scansione delle “Cronache d’Attualità” di Bragaglia, che si erano interrotte alla fine del sesto anno di pubblicazione), esce nel 1925.
A partire dal 1928, interrotta la prima serie della rivista, fonda le edizioni Chroniques du jour. La rivista riprenderà le pubblicazioni, in una nuova veste, nel 1929. Sempre nel 1928 sposa, a Parigi, Rasha Segal (1907-1951). Nel 1930 incontra per la prima volta Wassilj Kandinsky.
Nel 1938 fonda la rivista “XXe Siècle”, di cui pubblicherà quattro numeri fino al 1939.
Scrive per un breve periodo (1935-1936) su “Emporium” e su “La Fiera Letteraria” (1934), e invia regolarmente articoli alla “Gazzetta del Popolo” di Torino. In particolare, le cronache di vita parigina scritte fra il 1939 e il 1943 saranno riunite in un libro: Parigi era morta.
1943-1949
Soggiorno romano, si stabilisce in un appartamento di via Gregoriana, che per un certo periodo condivide con de Chirico. Dirige “Espresso”, edizione pomeridiana de “Il Tempo” di Roma, poi la terza pagina de “Il Tempo”. Pubblica: Cinquant’anni di pittura moderna in Francia (Roma, Danesi, 1945); Parigi era morta (Milano, Garzanti, 1947); Parigi era viva (Milano, Garzanti, 1948; premio Bagutta Opera Prima 1949). Collabora a “Omnibus”.
1949-1959
Ritorno a Parigi. Collabora a “Spazio” di Luigi Moretti con cronache e “lettere” da Parigi.
Nel 1951 muore la moglie Rasha. Lo stesso anno esce il primo numero della nuova serie di “XXe Siècle”. Inizia una collaborazione con Carlo Cardazzo, organizzando alcune mostre per le sue gallerie di Milano, Venezia e Roma (Kandinsky opera grafica, Sonia Delaunay, Jean Arp, Michaux, Serge Poliakoff, Krajzberg).
Nel 1957 conosce la scultrice polacca Maria Rostkowska, che sposerà nel 1958. Nel 1959, nel mese di giugno, inaugura una galleria d’arte nella sede della rivista, in rue de Canettes 14.
Pubblica: Modigliani (Parigi, Edition du Chêne, 1953), Modigliani (Parigi, Hazan, 1957), Modigliani. Ritratti (Milano, Mondadori, 1957); Klee. La vie et l'œuvre (Parigi, Hazan, 1957; traduzioni: Klee. A study of his life and work, New York, Frederick A. Praeger, 1957; Klee. A study of his life and work, London, Thames and Hudson, 1957; Paul Klee. Leben und Werk, Monaco-Zurigo, Droemersche, 1958).
Collabora regolarmente con “Il Tempo” di Roma.
1960-1969.
Pubblica: Klee. Vita e opere (Milano, Mondadori, 1960), Parigi era viva (seconda edizione riveduta e ampliata, Milano, Mondadori, 1966); Un inverno a Parigi (con undici incisioni di Franco Gentilini, Milano, Edizioni del Naviglio, 1967).
Nel 1969 cede la società “XXe Siècle” all’imprenditore-editore americano Leon Amiel, mantenendo la direzione della rivista.
1970-1974.
Lavora a L’opera completa di Marino Marini, che uscirà con un saggio di Herbert Read e introduzione di Patrick Waldberg (Milano, Silvana, 1970).
Nel 1971 chiude la sede della galleria in rue de Canettes.
Pubblica: L’aglio e la rosa (Milano, Edizioni del Naviglio, 1971); L’uomo meraviglioso (Milano, Edizioni del Naviglio, 1971). Nel 1973, durante una lunga convalescenza ospedaliera, scrive al dittafono il romanzo autobiografico epistolare Lettere non recapitate, rimasto inedito.
Muore a Parigi il 7 settembre 1974, e viene sepolto al cimitero di Montparnasse. Nel 1975 il Musée de la Ville de Paris gli dedica una grande mostra, a cura di Alain Jouffroy e Daniel Abadie, intitolata San Lazzaro et ses amis.