domenica 2 marzo 2008

SALEMI Riccardo


FONDAZIONE GIANNI E ROBERTO RADICE
Via P. Mola, 39 – Milano 20156
Tel. 02-39214197 e.mail fondazione.radice@alice.it


RICCARDO SALEMI

“Interruzioni”


Dal 6 marzo al 5 aprile 2008


Inaugurazione: giovedì 6 marzo ore 18,30

Si inaugura giovedì 6 marzo alle ore 18,30 presso la Fondazione Gianni e Roberto Radice – Via P. Mola 39 – Milano, la mostra personale di Riccardo Salemi, dal titolo Interruzioni a cura di Luca Pietro Nicoletti.

Riccardo Salemi nasce ad Agrigento nel 1964. nel 1983 si trasferisce a Milano, dove si laurea in Economia e Commercio all’Università Cattolica. La sua attività artistica, nel segno dell’informale, inizia nel 1995. Tra le sue mostre si segnalano le personali "Superfici della memoria" alla Fidia Arte Moderna di Roma, quella a Villa Litta di Milano nel 1999, a Villa Ghirlanda a Cinisello Balsano (MI) nel 2004. Tra le collettiva, invece, ha partecipato a “Nuove proposte” presso l’Associazione Culturale Renzo Cortina di Milano nel 2004, “Megamosaico dell’arte italiana” alla Chiesa di San Gallo a Venezia nel 2005, “Oltre la forma”, Sala delle Colonne di Corbetta (MI) nel 2005, “Sei gradi di figurazione”, presso Arianna Sartori Arte & Object Design, a Mantova, nel 2005.

Gli Interrotti, sono la fase più recente del lavoro di Salemi, e si costituiscono per l’assemblaggio di più tele, fra cui viene lasciata una intercapedine di vuoto, che interrompe il discorso visivo per poi riprendere nella tela che gli sta subito accanto. La matrice informale, basata su una tavolozza calda e autunnale fatta dalle terre, i rossi e gli ocra, è rimasta invariata rispetto ai lavori precedenti: il lavoro di fondo è sempre un polimaterico a olio su una base di stucco modellato, graffiato, crepato a cretti, su cui poi si aggiungono carte e garze al fine di arricchire la sensibilità pittorica della superficie della tela. Tuttavia, sul crinale di questa interruzione si insinua il significato metaforico di questa operazione: in questa pausa di silenzio si può trovare un punto dove fuggire, o nel quale trovare rifugio. In ogni caso, è in questo momento di frattura che si insinua la metafora, l’intenzionalità dell’artista, sia che essa stia a rappresentare un inciampo in cui si è incappati nel corso della propria vita o che simbolizzi qualcosa d’altro: di certo, fra un discorso visivo e l’altro, rimane la pausa, l’infinito spaziale che va oltre.

La mostra proseguirà fino al 5 aprile (esclusi i giorni delle festività pasquali) con i seguenti orari:

dal martedì al sabato h. 15,30 -19,00

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